I pomodori da cogliere direttamente nell’orto e le carote, buone da mangiare.
Il prato, i piedi nudi, le galline da inseguire e i tacchini che inseguivano me vestita di bianco che sembravo un’oca ( e non dite che non è cambiato nulla!).
I grandi a scuola e i piccoli che giocavano alla guerra nell’androne.
Le scale con la ringhiera di freddo ferro e i gradoni prima difficili da salire poi gradini facili da correre. Le soffitte dove giocare a nascondino. Valerio per mano, e no…non siamo fidanzatini, e il tempo di cui non si ha cognizione, e la preoccupazione dei genitori che chissà che fine hanno fatto! E la relativa punizione; niente cinema e cartoni.
E il carrettino da spingere con su a turno il re.
La casa vecchia e brutta, una stanza inutile, e la luce che saltava durante i temporali. E quei tuoni del paterno “non ti preoccupare sono gli angeli che giocano a bocce”…e lì ad indovinare quando veniva colpito il boccino….
……..era tutto mio….ma sì, è ancora tutto mio :-)
Nessun commento:
Posta un commento