A volte vorrei solo prestare i miei occhi, prestare il mio cuore...tanto per vedersi con occhi diversi...per vedere quel di più che spesso ci sfugge. E vorrei sapere trovare le parole giuste o quel che serve in un momento...e poi mi rendo conto che a volte quel che serve agli altri serve anche a me.
Penso alle volte in cui mi sono addormentata e in parte ho desiderato di continuare a dormire per sempre, alle volte in cui ho pensato che sarei stata meglio così, nel mondo del sogno...oppure alle volte in cui ho desiderato di svegliarmi la mattina e non ricordarmi nulla di nulla...neanche il mio nome, come se questo mi avrebbe potuto dare una nuova occasione...un azzerare tutto per ricominciare. Il non sapere più nulla di me e riscoprire chi ero, magari in chiave diversa, per non provare quello che provavo.
Penso alle volte in cui tutto era inutile...e ho finto che tutto fosse utile. Ripenso alle volte in cui anche io mi sono sentita appoggiata come una bambola di pezza al muro...come se non ci fosse più soluzione e tutto fosse così....con la voglia di uscirne fuori e quella di lasciarsi sprofondare sempre di più...
Ma continuo a pensare a chi mi ha sempre detto che il deus ex machina non esiste e che siamo noi a poter trovare le soluzioni, o a provarci...anche se poi si fallisce, siamo noi che possiamo scrollarci e affrontare la realtà senza che qualcuno la risolva per noi.
Continuo a pensare a chi a mi ha messo davanti ad uno specchio e mi ha fatto parlare con me.
So che certi vuoti resteranno incolmabili, che certe ferite si cicatrizzeranno poco e male. So che la vita a volte è proprio come una scaletta del pollaio...eppure vorrei trovare le parole o il modo per non far che si sotterrino i talenti e che gli occhi sorridano sul serio e che si smetta di cercare un senso e si cominci ad assecondare quel che ogni giorno ci viene incontro...Al punto che a volte il cuore si gonfia di una inaspettata ebrezza e di quell'affetto e di quell'amore, che non sarà quel che completa, ma che rende la vita piena e meravigliosa, comunque. Come l'amore di persone splendide che circondano la mia vita e che nonostante me mi vogliono bene. Ecco doni...doni preziosi che a volte non si sa come gestire, di cui a volte ci si sente immeritevoli o che semplicemente non ci fanno sorridere come vorremmo...ma che ci sono comunque e oltre noi, addirittura a dispetto di noi, facendoci persino sentire stronzi.
E a volte ci si rende conto che quel vuoto è tanto simile al pieno....solo che non riusciamo a vederlo...ciechi e sordi...
Ho imparato a pensare che ogni giorno mi può regalare qualcosa di inaspettato...oppure nulla...ma voglio essere ricettiva, perchè domani sarà già passato.
Vorrei vederti in piedi...che cammini...anche con le stampelle...anche zoppiccando, ma in piedi...perchè so come si sta per terra....se solo potessi donarti un sorriso vero avrei trovato il mio senso, ma il mio senso non lo cerco...ed il segreto è qui. Stupirsi ancora e ancora e ancora...anche soffrendo, ma stupirsi della meraviglia che ci circonda, restando consapevolmente incompleti e perchè no...sentendosi normali anche così. E sentirmi normale, sapendo da sempre di non esserlo, non è mai stato facile...
Ho scavato per scendere più in basso...ma arriva il giorno in cui ti guardi e ti sorridi e decidi che puoi farcela...
io non so se ce la farò...ma so che vorrei che ti alzassi da lì anche tu...anche se si ricade. Fosse anche per un po'...tanto per rifare qualche metro insieme sotto casa...ed in questo sono egoista.