E' che a volte mi faccio del male da sola...e forse la tecnologia non è poi una grande invenzione. A volte è come se, invece di accorciare le distanze, le faccia sentire più grandi, più insormontabili...perchè non sono mai quelle fisiche che graffiano dentro.
E mi ripongo da brava in un cassetto, mi chiudo anche, e se riesco mi metto anche in ordine, ben piegata per non occupare troppo spazio, resto al buio...spero solo di non sentire l'odore della naftalina...meglio un antitarme profumato.Ogni tanto il cassetto viene aperto, arriva un po' di luce...ma io resto piegata.
Che poi...a pensarci, non è meglio mettersi nel cestone destinato alla beneficenza? O non so, diventare una pezza per spolverare...o parte di una coperta in stile patchwork? Fare un bagno di colore....
Ma sia...oggi mi metto nel cassetto e mi piego ben bene, magari mi metto proprio in fondo, vicino l'angolo, dove le cose un po' si arrotolano e tendono a non essere trovate oppure dimenticate e diventano poi una sorta di sorpresa quando si riordinano i cassetti. Tipo "Thò che cosa è spuntanto fuori...me l'ero dimenticato" e spunta un sorriso...e subito dopo si dice " E adesso che ne faccio? Non è più di moda..." e si decide se farlo diventare un capo vintage da indossare di nuovo oppure si ritorna alla soluzione beneficenza.
In ogni caso oggi sono nel cassetto.