sabato, agosto 29, 2009
Sale la rabbia, oltre al dolore. Non voglio parlare con te, non voglio sentire le tue giustificazioni mascherate da consigli amichevoli, non lo sono, e non possono esserlo per naturali ragioni. Non voglio sentire da te l'impegno che dovrebbe essere di qualcuno di più importante. Sono stanca di sentirmi velatamente accusare, di sentire che sei tu che stai male, che sei tu che soffri e che sei tu che subisci lo stress...sono stanca di sentire che sempre e tutto gira intorno a voi. Come se esistesse solo ed esclusivamente la vostra realtà. Sono stanca di cercare sempre il dialogo, il chiarimento, il modo per superare frustrazioni e senso di disagio, imbarazzi e desideri irrealizzati. Non ho più energie per dimostrare che non sono quella matta. Non lo sono e sono consapevole, ringrazio Dio per questa mia rigidità che mi permette oggi, come ieri, di non crollare sotto il peso della continua inadeguatezza che mi viene sbandierata. Sono priva di energie, investita da parole che mi hanno profondamento segnato. I miei errori li conosco, le mie responsabilità me le prendo...ma no, non posso assumermi anche quelle che non ho per mera comprensione, per affetto, per interesse. Non posso credere che quello che dico non viene ascoltato, che viene semplicemente manipolato ad uso e consumo di quel che succede nei singoli episodi. Per una volta, almeno per una in vita tua, stanne fuori, smettila di essere protagonista, smettila di voler risolvere cose che spetta ad altri risolvere, e magari,risolvere come fa solo comodo a te. Smettila di giustificare atteggiamenti sbagliati che sono anche i tuoi dietro il concetto di buona fede e sincerità...perdonami ma ormai alla tua sincerità ci credo veramente poco. Per essere bugiardi bisogna avere l'abilità di ricordare cosa si dice e tu non ce l'hai. Per una volta insegna che nella vita non si risolvono i problemi fingendo che non esistano, o peggio, agendo di nascosto, così il problema è come se non ci fosse....ma c'è, e prima o poi torna amplificato. Per una volta l'esame di coscienza fattelo, non farlo fare agli altri dall'alto della tua esperienza e maturità, e qui potrei aprire una parentesi dolorosa. Volevo solo un dialogo aperto e costruttivo, la lealtà e la sincerità dei gesti, la comunione dei desideri, la coesione negli obiettivi....non lo scontro distruttivo, la sfiducia e la frustrazione di essere scontata. Non ho più energie e le parole sono volate via con le ultime ferite.