mercoledì, agosto 10, 2011

 Se ci penso la discesa in gommone è un po' come la vita, ti impegni a dare una direzione, segui i consigli, ti prepari all'urto, ma non dipende solo da te, ma anche dai tuoi compagni di avventura, da come si coordinino o meno con te, da come influenzino la direzione che tu tenti di seguire....e per quanto ci si prepari non si è mai totalmente pronti ad attutire il colpo. Ci si ritrova così a testa in giù in acqua, in balia delle correnti e spaventati, anche se per un brevissimo tempo, fino a quando non si ritrova un appiglio.
Ed ecco, io mi sento ancora in acqua, le mie direzioni sono sempre state deviate da un masso che ha urtato il mio gommone, ed ora non so neanche più se ho voglia di provare a remare ancora. 
C'è poi che ti guardi in una foto e vedi tutti i segni della tua anima sul tuo viso e sul tuo corpo che non riconosci quasi e che non ti piace affatto. Vedi una te che non è quella che si specchia e ci resti di sasso....perchè non tornerò mai più quel che ero e non sorriderò mai più senza quel velo negli occhi.
E la corrente porta via le persone ma non porta via quel senso di mancanza che si annida nell'anima.
Per quanto io ci provi e mi impegni faccio ancora una gran fatica ad accettare quel che ho davanti...e a volte penso che io, tutto sommato, non ho mai avuto delle vere possibilità. 
Odio questo senso di frustrazione....fanculo!

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