giovedì, marzo 31, 2011

Stamattina nel vedere una tizia inferocita attaccata al clacson, mentre cercava di fare lo slalom tra le macchine che ricominciavano il loro moto allo scattare del verde, mi sono sentita infastidita.
Ho pensato all'inutilità di molti affanni, come all'inutilità di discorsi relativi a dispetti tra colleghi.
Mi sembrano tutti così piccoli certe volte...e non per presunzione, ma per diversa scala di valori.
Mi sembra che nella vita abbiamo già talmente poco tempo che trascorrerlo in guerre tra vicini, in discussioni e polemiche, in suoni ininterrotti di clacson per l'accumulo di ritardo, sembra un vero spreco.
Abbiamo talmente poco tempo per stare bene, che stare male per delle situazioni di scarso valore è una mancanza di rispetto per chi deve lottare per cose più serie.
Ho pensato a quanto io stessa sprechi il mio tempo. A come l'abbia perso magari per ambizioni che lasciano insoddisfatti comunque e che non mi hanno lasciato nulla. Continuo a desiderare cose semplici.
Ed infine, comincio ad avere manifestazioni cutanee di allergie alla stupidità e alla curiosità pettegola. Non che io brilli di intelligenza...per carità...ma mi viene il prurito di fronte all'incompetenza travestita da boria e professionalità, di fronte a chi non ti conosce ma deve farsi i fatti tuoi, di fronte ai finti intrighi di potere, ai segreti dei corridoi che, in realtà, sono palesi come cartelloni pubblicitari.
Poi è scattato il verde, ho cominciato ad attraversare la strada ed ho lasciato sull'altro lato del marciapiede i miei pensieri in fila...li vado a riprendere all'uscita, qui dentro non si troverebbero a loro agio.

mercoledì, marzo 30, 2011

Un sorriso, occhi chiusi, stanchezza, aguzza l'ingegno, tra numeri e incognite e sonno ristoratore.
Svegliarsi bene, svegliarsi con il sorriso, svegliarsi e sentirsi vivi...svegliarsi e combinare il primo guaio con l'acqua per il tea.
Svegliarsi e sentire che c'è il sole, che c'è tepore...
Svegliarsi e pensare che ogni giorno è un dono, un singolo giorno un singolo dono, senza aspettare nulla di più.

lunedì, marzo 28, 2011

Giornata un po' nervosa, io nervosa per notte agitata.
Una pioggerellina attesa e, stavolta, non dispettosa non ha disturbato la mia passeggiata pomeridiana. Un giro per negozi, come non facevo da tempo, mi ha calmato. Mi sono gratificata, ma la cosa più simpatica è sata la chiacchierata con un vecchietto, simpatico ed impiccione, pronto a festeggiare sessantanni di matrimonio...Prendeva in giro la moglie che sorrideva e continuava a farmi domande su domande. Ebbene, quel nonnetto mi ha messo di buon umore, mi ha fatto sorridere, mi ha donato una mezzoretta di giocosa serenità.
Ora sento la pioggia....e mi piace questa strana sensazione che mi hanno lasciato i suoi occhi dietro quegli occhialoni bifocali, un ottimismo trasmesso e un "torni a trovarci" perchè si è divertito anche lui a parlottare e a raccontarmi di suo nonno...
A volte basta veramente poco per farmi stare bene...per farmi tornare a sognare, sempre con la testa fra le nuvole e i piedi per terra.

domenica, marzo 27, 2011

Ieri piacevole serata. 
Oggi, come ieri, penso a me. Stranamente penso a me, con una sorta di pacatezza che si trasforma però in incubi notturni. Faccio ogni cosa con estrema lentezza, senza orari, senza tempo. Mi coccolo un po': scrub, cremina, persino contorno occhi...senza grandi risultati, se non fosse altro per la sensazione di essermi presa cura di me stessa.
Ho smesso di chiederemi come sto, ho smesso di chiedermi tante cose, ho smesso di proiettare desideri nella mente e ho fatto bene. Ho preso quella consapevolezza che mi fa stare tristemente meglio.

venerdì, marzo 25, 2011

L'unica cosa che non cambia è la mia continua collezione di figuracce in piena mensa....

giovedì, marzo 24, 2011

"Sono un peso per me stessa
sono un vuoto a perdere
sono diventata grande
senza neanche accorgermene
E ora sono qui che guardo
che mi guardo crescere
la mia cellulite
le mie nuove consapevolezze
consapevolezze
quanto tempo che è passato
senza che me ne accorgessi
quanti giorni sono stati
sono stati quasi eterni
quanta vita che ho vissuto
inconsapevolmente
quanta vita che ho buttato
che ho buttato via per niente
che ho buttato via per niente
dai ti dirò come mai
giro ancora per strada
vado a fare la spesa
ma non mi fermo più
a cercare qualcosa
qualche cosa di più
che alla fine poi
ti tocca ripagare
sono un altra da me stessa
sono un vuoto a perdere
sono diventata questa
senza accorgemene
E ora sono qui che guardo
che mi guardo crescere
la mia cellulite
le mie nuove consapevolezze
consapevolezze
dai ti dirò come mai
giro ancora per strada
vado a fare la spesa
ma non mi fermo più
mentre vado cercare
quello che non c’è più
perchè il tempo ha cambiato le persone
ma non mi fermo più
mentre vado cercare
quello che non c’è più
perchè il tempo ha cambiato le persone
sono un altra da me stessa
sono un vuoto a perdere
sono diventata questa

senza neanche accorgemene"
(Vuoto a perdere - Noemi)

Continuo a sentirla, a cantarla e mai come in questo momento la sento vicina....
"sono altra da me stessa"...e sono rientrata di corsa in stanza perchè non riuscivo a sentirmi a mio agio...guardavo quelle smorfiette, quelle manine, i visi sorridenti...
Non sono più io quella che non riesce a provare la voglia di prendere in braccio. Ho solo avuto voglia di arrivare presto in stanza e chiudere la porta.
Ho sorriso, come si conviene, ma non ci riesco più...non riesco più a non provare dolore, a provare solo gioia.

Mi fa male...ancora di più sentire il peso di tutti i miei fallimenti....desideravo solo cose semplici. Desideravo solo una normalità. Vorrei solo essere sorpresa e per una volta, almeno una volta in questa cazzo di vita, solo in positivo.
C'è il sole, eppure io continuo a sentire freddo.
Chiudo il mondo fuori e mi concentro sulle singole pagine, come se esistessero solo loro, come se non avesse alcuna importanza il resto. Penna alla mano in attesa di carpire il trucchetto da mettere in atto...lascio che il resto scorra e cerco di essere impermeabile...

mercoledì, marzo 23, 2011

Animo un po' più leggero, come la testa...causa pressione. Oggi troppo bassa...il dottorino di turno ha persino proposto una flebo! Sulla natura della flebo sono partite le peggiori battute...se non ci fossero loro!!! Quanto li adoro! Ho persino inventato la peggiore balla possibile rispetto al consiglio medico mattutino...confermando subito dopo che avevo detto una cazzata...non ce n'è, non sono proprio brava ad inventar scuse.

martedì, marzo 22, 2011

Solito angolo di cielo, uno spicchio di luce che filtra, il neon comunque acceso.
Pressione nella mia norma, nonostante il dolce, pulsazioni forse un po' eccessive....corridoio verde percorso e tentativo di sorriso.
Silenzio nella stanza, interrotto dal ticchettio sui tasti o da qualche telefonata, non per me.
Nella stanza accanto brusio, i vigilanti passeggiano fuori dalla porta guardinghi dopo la sparizione di un pacco, io mi sento sempre più istrice, vorrei evaporare.
E per non pensare continuo a canticchiare tra me e me "extraterrestre portami via.....". E per non parlare mi isolo davanti al monitor e ogni tanto guardo lo scorrere dei minuti, sempre troppo lenti, o troppo veloci....il tempo non mi è mai stato amico.
Dentro un magone infinito e il dubbio...

lunedì, marzo 21, 2011

Rientro nel bunker.
L'unica cosa positiva è stata rivedere quelle faccette di chi adoro...il resto da dimenticare.
Mail di comunicazioni prevedibili, tutto prevedibile...
E resta sempre un grande senso di vuoto...

domenica, marzo 20, 2011

Ed eccomi a rifare una valigia, sempre la stessa, sempre piena di troppe cose inutili e di poche realmente necessarie. A volte ci si rende conto di quel che serve solo dopo aver disfatto la valigia. Sì perchè ci si rende conto che quel che serve in realtà non è quel che si pensa prima di partire, ma quel che realmente si usa all'arrivo, e magari ci si pente di non aver portato altro, quel che poi si desidera e non c'è. E ci si rende conto di come ci si possano trascinare dietro pesi del tutto inutili, quelli che rendono faticoso un viaggio e a volte del tutto inadeguata una valigia. Ed alla fine è proprio vero...la vita è come una valigia...non sai mai se hai scelto bene come riempirla, se riempirla, se lasciarla mezza vuota per dare spazio a quel che si trova, se l'hai colmata di cose inutili nella convinzione che siano fondamentali...
Vorrei non smettere di sognare, di sperare, di sentire la sorpresa per un nuovo giorno, per un giorno in più. Vorrei, ma non posso permettermi di aspettarmelo, nulla è mai scontato, nulla è mai dovuto...tutto è un dono, forse anche quel giorno che non c'è.

giovedì, marzo 17, 2011

"Così imparai che il no è più forte del sì. Ci vogliono due sì perché io possa trasformarmi in noi, ma basta un no per separarci, quale che sia il desiderio dell'altra parte."
William T. Vollmann
Esser fatti di cose semplici, di un pranzo con occhi che sorridono complici, con una mamma che si commuove...
Esser fatti di cose semplici, di un ombrello aperto mentre si scende dalla macchina, di un thè, di una parete azzurra, di un'emozione, di colori sulle dita.
Esser fatti di cose semplici, perchè sono quelle che restano, quando un'onda porta via tutto il resto...perchè non serve altro per sentire che la vita ha un senso.
Semplice come un attimo che passa e non torna, semplice come il sorriso che si ostina ad esserci sempre.
Semplice come semplice è il parlare di cose complicate.

domenica, marzo 13, 2011

Compleanno agro-dolce...
poca voglia di parlare, anzi nessuna. Mi piaceva il silenzio, il buio e la strada...
I miei intenti non so più quali siano. Le mie decisioni, cambiate in corsa, non sono più tali, oppure sì...
A volte è veramente tutto chiaro, al punto che dovrei dare retta ai consigli di chi parla di gambe in spalla...eppure poi c'è quel qualcosa di indefinito che mi blocca e non mi muovo di un passo.
Un perchè c'è....

martedì, marzo 08, 2011

In altalena...vorrei non vorrei.
Vorrei chiudere la porta, vorrei spalancarla.
Vorrei non provare nulla, vorrei provare di più.
Vorrei non pensare quel che penso, vorrei pensare per non sperare.
Vorrei che fosse tutto finito, vorrei non finisse mai.
Vorrei fidarmi...vorrei essere diffidente

E mi sto chiudendo....e mi sto ferendo.
E le parole non hanno più un senso...le parole non ci sono più.
Ho voglia di piangere ora...
Scivolo via...
lontana........

lunedì, marzo 07, 2011

Esasperazione, quella che provo...devo aspettare che il tempo trascorra e mi sento impotente.
Fa rabbia, una rabbia incredibile aspettare i comodi altrui senza motivi validi.
Mi faccio rabbia da sola perchè l'unica cosa che faccio è aspettare che arrivi la sera...per dire che è finito anche questo giorno inutile.
Non riesco a reagire a questa situazione di stallo.
E mi manca quel sorriso che sentivo spuntare.

domenica, marzo 06, 2011

Un borsone sempre da fare e disfare...
La strada, la musica, io, la luce, lui imponente e con la neve...sempre uno spettacolo che mi fa sentire piccola e mi meraviglia come lo vedessi per la prima volta.
Adoro viaggiare, guidare da sola, lasciarmi scorrere addosso panorami e sensazioni, pensieri cupi e pensieri che fanno sorridere. Ascoltare me stessa...mi piace scoprire annidate sensazioni sopite, paure, preoccupazioni, rassicurazioni, speranze, disincanto, delusioni...scorrono insieme alla strada. Ripercorro tappe della mia vita raggiungendo quelle che mi portano all'autogrill e poi a casa. E le ripercorro con lucida ferocia, ricordo e rielaboro. Mi distacco e mi pacifico, riconosco i miei errori, comprendo quelli altrui, non giustifico più...vado avanti, continuo a percorrere chilometri, raggiungendo ogni volta delle nuove destinazioni di consapevolezza.
A volte mi sembra tutto chiaro....poi passa nella mente un'emozione e tutto è di nuovo rimesso in discussione..."e stringere le mani per fermare...qualcosa che è dentro me...capire tu non puoi...tu chiamale se vuoi...emozioni".....

venerdì, marzo 04, 2011

Oggi ho parlato di tempo...e ho pensato a ciò che ho tralasciato, trascurato, rimandato a domani, perchè il tempo c'era. E poi ci si accorge che, anche quando c'è domani, il tempo è perso ugualmente, perchè il domani è già pronto per altro. Ho pensato che me ne andrò e non avrò fatto, detto, visto o non so...e semplicemente perchè ieri pensavo "lo farò domani". Perchè la pigrizia e l'apatia hanno avuto il sopravvento, perchè si pensa sempre che non si ha tempo, che c'è qualcosa di più importante da fare, la spesa, i panni, la casa...
Oggi mi sveglio e non c'è neanche quello e mi chiedo che ne ho fatto del mio tempo.
Mi spiace aver trascurato le persone e me stessa, mi spiace aver dato per scontato ed essere stata data per scontata. Mi dispiace aver rimandato, aver disdetto, aver lasciato andare.
Cambierò? Non lo so...sono già cambiata e tanto, sono quasi un'altra persona e a volte mi spiazzo da sola.