Dormo male, di nuovo. Serro le mascelle, mi sveglio indolenzita, con fatica. Ogni giorno penso di dare buca e non andare in ufficio, poi, però, mi alzo e arrivo, come sempre, in ritardo.
C'è qualcosa di strano nell'aria, c'è qualcosa che continua a sfuggirmi.
Sogni strani popolano le mie notti agitate. Non comprendo esattamente la sensazione che mi sta attraversando. La riporto a tutta la tensione che intorno mi circonda, a quei sentimenti melanconici e agli occhi tristi di chi ho incontrato nell'ultima settimana.
Faccio fatica...
So che vorrei dormire, forse perchè è più semplice lasciar rielaborare l'inconscio, che elaborare consapevolmente ciò che in qualche modo mi gravita intorno. Lasciare alla irrazionalità razionale dei sogni la possibilità di parlarmi e di schermarmi dalle emozioni. Sogno persone lontane, persone che non saranno altro che persone lontane, eppure continuo a sognarle. Sogno improbabili luoghi e case sconosciute.
Ieri mi sono commossa al suono di un piano. Ieri mi sono aggrappata al mio mantra per l'ennesima volta, come sempre in tutti i miei anni, in attesa dei miei sorrisi.
Accuso il contraccolpo, oggi accuso il contraccolpo di tutto ciò che è stato. La sera mi rannicchio in quel lettino e a volte piango, senza un motivo, per far uscire il mare tumultuoso che si agita dentro. Resto lì, con la tv che va da sola, il libro chiuso, per scarsa concentrazione, e gli occhi nel vuoto. Resto lì aspettando che passi, che smetta quel senso di soffocamento che ogni tanto mi attanaglia. Attendo che i battiti tornino normali e non siano più tanto veloci e che cessi quella specie di fitta nel petto. Poi cambio canale e cerco di dormire...
Poi basta il promemoria di ciò che ancora devo fare a tormentarmi lo stomaco e le spalle. Forse non è chiedere troppo provare un po' di serenità, dopo che ogni desiderio degli ultimi anni è finito nel cesso della realtà, e lo sciacquone è stato ben bene tirato per evitare che ne rimanesse a galleggiare qualcuno...stronzi desideri...
Non desidero più nulla se non un po' di serenità...ora ho solo speranze senza più illusioni e sogni. Spero agganciata alla realtà... ho smesso di essere un palloncino legato da un filo...e sono un'ancora di ferro pesante, ferma sulla terra o nel fondo del mare...
Certe illusioni non torneranno mai più. Quella leggerezza che accompagnava i miei voli di fantasia non tornerà, perchè la mia fantasia non vola e non vuole più volare.