martedì, agosto 17, 2010

Mio papà le ha cinto le spalle con il braccio e mia madre ha appoggiato la testa sulla spalla di papà. Poi si sono guardati e hanno sorriso, poi sono scoppiati a ridere guardandosi e hanno continuato a camminare così abbracciati. Li ho trovati bellissimi...ecco...ho pensato che era quello che avrei voluto, dopo anni e anni ritrovarmi a guardare negli occhi dell'altro con lo stesso sorriso e la voglia esaudita di un abbraccio spontaneo.
Sono stati giorni strani, di pensieri, di lucida analisi, di ricordi e di assenze. Di pensieri e di spiccata sensibilità, nonostante quel senso cinico che mi accompagna da un bel po' di tempo. A volte ho come la sensazione di aver chiuso a chiave certe mie emozioni, è come se il disincanto avesse preso il sopravvento...poi però mi commuovo per una scemenza e mi rincuoro perchè provo quel qualcosa che non mi fa sentire arida. E sorrido così anche di qualcosa che può farmi male, anche di una semplice domanda, la cui risposta era troppo dolorosa da ammettere, anzitutto a me stessa. Perchè di fondo c'è che oggi le risposte le dò a me, rendo conto a me stessa e mi metto davanti allo specchio. Ora non passo dritta cercando di non vedermi, ora mi soffermo anche quando non ce ne sarebbe bisogno. In realtà c'è sempre la necessità di capirsi, semplicemente per non perdere di vista se stessi. Non voglio ripiegarmi su di me ed incentrare tutto sulla mia persona, non mi va e non lo farò...ma so che oggi non lascerò che tutto il resto metta da parte me. Mi sento svuotata, è stato veramente faticoso raggiungere certi traguardi, e per molti versi dolorosissimo...al di là dell'immaginazione, al di là di quanto io stessa potessi credere. Il mio percorso non è terminato. C'è ancora qualche passo da fare e non so esattamente dove sarà la meta, ma so che farò questo viaggio in ottima compagnia: con me stessa.